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"Non si può pensare un'architettura senza pensare alla gente..." _____________Richard Rogers

giovedì 11 febbraio 2010

Autoritratti 2010

"Essere leggeri, nell’aria, senza finalismi e presunte destinazioni. Svanire nei giochi e nelle geometrie del “nulla”. Un nulla bello come il pianeta dell’infanzia, dove tutto sorride perché tutto è sempre possibile, attuale, aperto, nascente, colorato, soffiato. Svanire per apparire ancora, e ancora apparire per svanire: nessun autoritratto può diventare il dio dell’immutabilità, ma semplicemente l’istante, il fotogramma di una vita che nasce e sta per finire, finisce e sta per nascere. Noi vogliamo durare eternamente, e dunque soffriamo…"

4 commenti:

  1. cos'è l'autoritratto....
    ciò di cui abbiamo bisogno per durare eternamente?
    Un tempo figurativo, oggi quasi astratto...
    è davvero così importante scegliere l'istante giusto, il fotogramma che descriva solo il meglio di noi...
    ridurre noi stessi ad un istante...
    che dura...come..."una bolla di sapone"

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  2. l'autoritratto è un istante di una vita sfuggente.E' come una pagina di un diaro. Il racconto di un momento passato e che non tornerà più. Un passato che in quanto vissuto non si vuole dimenticare.
    Non è il fotogramma ad essere una "bolla di sapone", ma la vita.
    Non potendo noi fermare il grande orologio del tempo, possiamo solo imortalerne degli istanti.
    è bello potersi girare indietro e non affacciarsi sul nulla, ma su qualcosa che ti ricorda ciò che eri, e alle volte il ricordo è così forte da farti immaginariamente rivivere quell'istante una seconda volta.

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  3. Forse confondi l'idea di autoritratto con quella di fotogramma...
    l'istante che tu vai a ricordare non è altro che un frame della nostra vita...ma la vita non sfugge, è quell'istante che non tornerà indietro...e tu cosa vuoi ricordare? quale momento di te? un tempo l'autoritratto non era solo la mera visione dell'artista di se stesso, ma attraverso il suo strumento raggiungeva un messaggio più che estetico... pensi che servisse per ricordarsi di se stesso? oggi non serve essere artisti per avere un autoritratto... la fotografia ci aiuta in questo... ma resta uno strumento troppo oggettivo per raccontarci...
    chiudo con un vecchio spot kodak che all'alba della fotografia digitale recitava:"Una foto non scattata è un ricordo che non c'è"

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  4. L'autoritratto è principalemnte la visione che ognuno di noi ha di se stesso. Non ha esclusivamente un carattere estetico, per quanto l'estetica abbia una forte influenza. Un autoritratto è una visione a 360°. Per questo lo si può paragonare ad una pagina di un diario: indica uno stato d'animo in un preciso momento della vita. gioia o dolore, sicurezza o fragilità, visibili attraverso uno sguardo immortalato senza bisogno di parole. Anche i colori, le forme, non sono frutto del caso. Quello che ad un'analisi poco attenta può essere interpretato come un autoritratto astratto e celebrativo, è in questo caso simbolo di una felicità apparente e di una ricerca di qualcosa che possa rimettere insieme dei frammenti. Nulla è dato al caso, e anche una semplice fotografia può parlare più di mille parole, anche se chi l'ha scattata non è noto come "essere un artista". siamo noi che decidiamo dove finisce l'oggettività e comincia la soggettività.

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